La gauche realista

Dopo la strage di marzo a Tolosa compiuta dal franco-algerino Mohammed Merah nel nome di al Qaida, il governo francese si è accorto questo sabato di avere in casa anche frange salafite. Due o trecento persone, giovani delle banlieue sensibili alle predicazioni degli imam radicali, hanno manifestato di fronte all’ambasciata degli Stati Uniti, contro il film ritenuto offensivo verso il profeta e l’islam. Le forze di polizia ne hanno fermati centocinquanta. Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha avuto parole di inusitata durezza per un leader socialista.
7 AGO 20
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Dopo la strage di marzo a Tolosa compiuta dal franco-algerino Mohammed Merah nel nome di al Qaida, il governo francese si è accorto questo sabato di avere in casa anche frange salafite. Due o trecento persone, giovani delle banlieue sensibili alle predicazioni degli imam radicali, hanno manifestato di fronte all’ambasciata degli Stati Uniti, contro il film ritenuto offensivo verso il profeta e l’islam. Le forze di polizia ne hanno fermati centocinquanta. Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha avuto parole di inusitata durezza per un leader socialista: mai più permetterà che slogan ostili a paesi alleati della Francia e a valori comuni siano gridati per le strade. La posizione senza equivoci di Valls ha troncato la polemica contro il lassismo della gauche e addirittura ex ministri sarkozisti hanno espresso il loro sostegno all’attuale titolare della Place Beauvau. Il quale ha comunque il suo da fare, con compagni di partito che prendono troppo alla lettera i programmi elettorali. In un appello al Monde, settantacinque deputati socialisti hanno chiesto che alle prossime elezioni locali venga riconosciuto il diritto di voto agli immigrati legali non comunitari. Secondo Valls al momento non ci sarebbe una forte rivendicazione in tal senso, il voto non è più visto come elemento potente di integrazione, la modifica della Costituzione che comporta creerebbe una congiunzione pericolosa fra destra repubblicana ed estrema destra. Il voto agli stranieri è una delle cinquanta proposte fatte in campagna dal candidato Hollande. Come già dal candidato Mitterrand nel lontano 1981. E dal primo ministro Lionel Jospin negli anni Novanta. Non si può dire dunque che, quando vuole lasciare nel cassetto impegni elettorali anche solenni, la gauche non ci riesca benissimo.